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La bella giornata primaverile ci ha spronato a verificare lo stato della Ciclabile Alpe Adria nel tratto compreso tra Tarvisio e Stazione per la Carnia: praticamente il tratto alpino del tracciato che si trova nel territorio italiano. Per raggiungere Tarvisio abbiamo utilizzato il treno locale che sale da Udine a Tarvisio Boscoverde (arrivo a Tarvisio alle 10:19): con sorpresa abbiamo constatato che il Minuetto nuovo fiammante della flotta Trenitalia era stracarico di bici. Alla stazione di Tarvisio purtroppo non c’è alcuna indicazione che possa aiutare i ciclisti a raggiungere la ciclovia. La strada più breve è quella di prendere l’ascensore e scendere nel tunnel pedonale che passa sotto i binari: questo si connette direttamente con un parcheggio che accede al percorso ciclabile FVG-1a (che connette l’Alpe Adria alle ciclabili slovene passando per la piana di Fusine). Con piacere segnaliamo che nei pressi della chiesa di Tarvisio sono state realizzate diverse opere di connessione tra la ciclovia e il centro del paese. Anche i tratti del percorso invasi dalla ghiaia sono stati ripuliti (anche se buona parte del materiale è stata ammucchiata ai lati del percorso), così come il guado sul rio Granuda. Purtroppo sono stati di nuovo posizionati i segnali di divieto d’accesso alla galleria che passa sotto il Rio Rank per i consueti problemi di caduta di calcinacci dalla volta a causa delle infiltrazioni d’acqua. Da segnalare il fatto che l’ordinanza del sindaco esposta accanto al segnale di divieto fa riferimento alla “chiusura temporanea della pista ciclabile “Alpe Adria” in tutto il comune di Malborghetto-Valbruna a causa degli eccezionali eventi meteorologici del 4 settembre 2009″!!! Nei pressi di Bagni di Lusnizza una transenna con un segnale di divieto preclude nuovamente l’accesso alla ciclabile. In questo caso non c’è però alcuna ordinanza sindacale che giustifichi tale interruzione. Probabilmente l’interdizione al passaggio è dovuta al fatto che qualche chilometro più a valle, prima di arrivare a S. Leopoldo, il torrente Fella sta erodendo il terrapieno su cui passa la ciclabile: l’asfalto in questo punto è ancora integro ma un tratto dei parapetti ormai penzola nel vuoto. E’ molto probabile che la prossima piena del torrente possa compromettere definitivamente il passaggio su questo tratto di ciclabile. Superata Pontebba, scendendo verso Pietratagliata, come già segnalato lo scorso anno, la vegetazione si è impossessata di gran parte della sede ciclabile. Oltrepassate le insensate scalinate che collegano il tratto mancante di ciclabile con la viabilità ordinaria a Pietratagliata, si prosegue verso Dogna con un susseguirsi di arditi viadotti e lunghe gallerie non illuminate (è assolutamente necessario avere un buon impianto d’illuminazione sulla bicicletta). All’altezza di Dogna c’è la famelica interruzione che preclude per circa 5 chilometri l’accesso ai ciclisti sulla ciclovia (per la realizzazione di un tunnel sulla strada statale 13 nei pressi di Chiusaforte). Per continuare il percorso è necessario raggiungere la viabilità ordinaria a fondo valle, affrontando una discesa (o salita se si percorre la ciclabile nel senso inverso) del 27% di pendenza!!! Ci consoliamo leggendo sull’ordinanza di sospensione del transito in questo tratto della ciclabile Alpe Adria che i lavori dovrebbero concludersi entro il 31 maggio 2012 (il sito del comune di Tarvisio riporta invece che la ciclabile non sarà riaperta fino all’estate del 2013 e che l’interruzione inizia già a Pontebba). Da Chiusaforte a Resiutta la ciclabile non presenta problemi ed è stata attivata pure l’illuminazione delle gallerie con un sistema a LED alimentato da pannelli fotovoltaici.