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Se siete assidui frequentatori della Ciclovia Alpe Adria (nel tratto friulano), vi sarà capitato molto spesso di incrociare dei cicloturisti in assetto da viaggio. Nel 95% dei casi si tratta di cicloviaggiatori di madrelingua tedesca che ben volentieri fermano i loro velocipedi stracarichi di bagagli per scambiare qualche parola. Alle domande di rito sulla ciclabile che stanno percorrendo, la parte relativa alle lamentele riguarda quasi sempre i problemi di orientamento lungo il tracciato dovuto alla mancanza di segnaletica. Paradossalmente, la scarsa qualità delle nostre ciclabili non sembra essere per loro un grosso problema. La loro risposta più frequente a tal proposito è: “tanto già sappiamo come fate le piste ciclabili in Italia”.
Per tentare di rimediare a questo, un gruppo di amici, che per ora vogliono mantenere l’anonimato ma che si fanno chiamare i “Radweg Angels”, hanno appena completato il posizionamento di centinaia di segnali nei tratti non ancora segnalati del della Ciclovia Alpe Adria. Questi segnali autoadesivi ripropongo la segnaletica standard prevista dalle normative italiane e riportano il logo della CAAR accanto alla sigla FVG-1 che identifica il tracciato.
La lodevole iniziativa permette ai cicloturisti di pedalare da Tarvisio a Grado senza perdersi, colmando in parte le mancanze degli enti che già da tempo avrebbero dovuto completare la parte italiana della Ciclovia Alpe Adria Radweg.
Un ringraziamento di cuore ai “Radweg Angels” da parte dei cicloturisti che si avventureranno sulla CAAR e dai residenti lungo il tracciato (che si stavano stufando di dover interrompere ripetutamente le loro faccende per cercare di aiutare i ciclisti smarriti).