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7. Da Pontebba a Venzone

In bicicletta attraverso i tunnel della vecchia ferrovia Pontebbana

A Pontebba salutiamo la Valcanale ed entriamo nel Canal del Ferro. Superate le ultime case di Pontebba, sulla destra si stacca la nuova pista ciclabile che con una brusca salita permette di raggiungere il sedime della vecchia ferrovia Pontebbana riconvertito in pista ciclabile. La Ciclovia Alpe Adria Radweg prosegue in leggera discesa fino alla vecchia stazione ferroviaria di Pietratagliata: qui la pista ciclabile si interrompe ed i cicloturisti sono costretti a scendere di nuovo sulla vecchia strada Pontebbana affrontando una passaggio angusto. Si oltrepassano alcune case e, appena fuori alla borgata, è necessario risalire una rampa di scale per tornare sul vecchio tracciato ferroviario dove ritroviamo la pista ciclabile asfaltata.

Proseguiamo pedalando nel tratto più selvaggio del Canal del Ferro, caratterizzato da numerose pareti strapiombanti che chiudono la stretta vallata del fiume Fella: attraversiamo numerose gallerie ed alcuni spettacolari ponti. Il primo è quello di “Ponte di Muro” che ci porta sull’altro versante della vallata. A Dogna tutti i cicloturisti si fermano sul ponte che scavalca l’omonima vallata per ammirare la spettacolare vista sulle pareti strapiombanti del Jof di Montasio. Aver superato la cascata di Cadramazzo, presso l’ennesima strettoia della valle, un singolare ponte in ferro ci riporta sull’altro versante. In questo punto fino alla fine dell'800 sorgeva “la Chiusa”, l’inespugnabile fortezza che ha dato il nome al paese limitrofo. A Chiusaforte bisogna assolutamente fermarsi in stazione: nello storico edificio, oltre alla possibilità di rifocillarsi, sta crescendo, giorno dopo giorno, un piccolo museo sulla storia della ferrovia Pontebbana.

Oltrepassata Chiusaforte si incontrano ancora delle gallerie scavate nella roccia e la cascata del Rio Belipeit mentre sulle balze che sovrastano la Ciclovia Alpe Adria, si erge possente la fortezza di Chiusaforte, costruita nel 1904 ed attualmente in fase di restauro. Arrivati in località Ponte Peraria, prima di affrontare un altro ponte, i cicloturisti possono scegliere tra due opzioni. La prima porta a Moggio Udinese, attraverso le borgate di Roveredo e Ovedasso, seguendo le indicazioni del percorso BiciItalia 5. La strada è asfaltata e poco trafficata ma bisogna bisogna dosare bene le forze a causa di alcune brusche salite. Il percorso ufficiale della Ciclovia Alpe Adria Radweg tira dritto sul ponte, seguendo integralmente il tracciato della vecchia ferrovia fino a raggiungere l’abitato di Resiutta.

Oltrepassata la vecchia stazione ferroviaria del paese, si prosegue sempre sulla pista ciclabile realizzata al posto dei binari. In questo tratto si affrontano le due gallerie più lunghe della vecchia ferrovia Pontabbana e si raggiunge la stazione di Moggio Udinese, dove al momento, la pista ciclabile si interrompe (come anche la tabellazione ufficiale della CAAR). Grazie a un sottopasso raggiungiamo il ponte sul Fella dove possiamo scegliere se proseguire pedalando sulla trafficata strada statale oppure raggiungere l’interessante abitato di Moggio, famoso per la sua abbazia fondata dai monaci benedettini nel 1084 e proseguire lungo una suggestiva strada militare che aggira l’abitato di Campiolo e prosegue fino alla fine della vallata, in comune di Amaro. Consiglio sempre questa secondo opzione, anche se bisogna percorrere alcuni tratti sterrati e delle facili salite. Al termine della strada militare si attraversa per l'ultima volta il Fella su di un vecchio ponte ferroviario (quello della dismessa ferrovia Carnia-Tolmezzo-Villa Santina) e si giunge nel paese di Carnia dove ritroviamo anche i ciclisti che hanno preferito pedalare sulla strada statale.

Superato l’abitato sorto agli inizi del ‘900 intorno alla stazione ferroviaria, si prosegue verso Portis Vecchio (borgo abbandonato in seguito al terremoto del 1976) utilizzando delle piacevoli strade dal fondo naturale che corrono in mezzo ai prati, tra la ferrovia e l'argine del fiume Tagliamento. Purtroppo anche in questo tratto manca la tabellazione ufficiale e questo impone a molti cicloturisti di continuare a pedalare lungo la SS13 "Pontebbana". Pochi chilometri dopo aver superato il "paese fantasma" di Portis Vecchio si giunge in vista delle mura medioevali che proteggono Venzone, unico esempio rimasto in Friuli di cittadina fortificata del Trecento, punto conclusivo di questa tappa.



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